mercoledì 9 dicembre 2009

Diglielo a quelli di Tuvalu che volere è potere...

Corso è in fuga...
Da che cosa non lo sa bene nemmeno lui.
Tutti quei televisori sintonizzati sullo stesso canale, quella voce ripetuta decine di volte... e poi centinaia e forse migliaia. Non importa nemmeno che cosa stesse dicendo, che fosse "intrattenimento" o quella che chiamano informazione... Non importa nemmeno che buona parte della gente, ci stesse dormendo davanti alla televisione.
E' il "fenomeno"!
Migliaia di persone che fissano qualcosa, come se si fossero messe d'accordo. Chiuse nelle Loro case, con in testa i Loro problemi. Un atto di volontà basato sulla non-volontà. Una sorta di riunione, di ritrovo, di grande assemblea di massa, dove nessuno ha la parola e nessuno vede gli altri partecipanti.
Se non quelli che stanno li per lavoro, per INTRATTENERE.
Corso corre nella notte.
Corre... ormai non si può dire più che corra: arranca, inciampa su se stesso, si trascina.
Va avanti senza scappare.
Corre a trovare rifugio, riparo. Un angolo in cui ripararsi e resistere e forse poi avanzare.
Corso ricorda un giorno, tanti anni fa, una domenica pomeriggio probabilmente.
Suo padre avete appena finito un lavoro in casa.
Riparare una presa elettrica, mettere le tende di nylon sul balcone, cambiare una guarnizione, non è poi così importante.
Si ricorda solo suo padre che si volta, lo guarda sorridente, stanco ma sorridente e gli dice:
"Volere è potere..."
E' Corso gli ha creduto quella volta.
Per molti anni ha pensato di essere "speciale", solo perchè lo voleva.
Ha creduto di poter fare grandi cose, di poter rincorrere traguardi. Che poi un traguardo non lo rincorri, lui è lì, fermo, non si muove. E' una linea che devi raggiungere. Non è lui che si sposta, sei tu al massimo che non riesci ad arrivarci.
Dopo molti anni ha pensato che, o lui era un fesso, un fallito, l'ultimo degli esseri viventi o non bastava VOLERE.
E si è anche accorto che in molti intorno a lui avevano smesso presto di VOLERE.
Si erano "accontentati", anche se a tutti piaceva più affermare di essere CRESCIUTI, di aver CAMBIATO OBBIETTIVI.
Chissà come mai!? Tutti cretini! Erano stati tutti un branco di idioti che avevano pensato delle cose per un po' di anni e poi, un giorno, un mattino forse, si erano svegliati rinsaviti. Avevano CAMBIATO OBBIETTIVI.
Certo che non tutti possono essere IL miglior chitarrista blues del mondo, per fare un esempio... non sarebbe più "IL" miglior... Certo che non tutti possono essere ricchi... Senza poveri o meno ricchi, il concetto, la parola stessa, RICCO, non avrebbe più senso di esistere.
Ma passare da "l'idea di", al più completo disinteresse... al trovarsi tutti lì, davanti al "tubo catodico"... o al "digitale terrestre", sì è più attuale... passivi di fronte a qualsiasi demagogia ci passi davanti al naso... Questo Corso proprio non lo tollera. Ed è per questo che si odia ogniqualvota si vede recitare la stessa parte.
VOLERE in fondo è un lusso o una follia.
Le cose vanno in un certo modo e ai più non è concesso cambiare molto di quel modo.
VOLERE è un lusso concesso a chi si può permettere, a chi PUO'!
Oppure ai matti, quelli che VOGLIONO nonostante tutto, quelli che continuano a correre anche se si trovano davanti ad un muro, ed è una gara tra loro ed il muro, a chi si stanca per primo.
Ma questa in fondo non è che una visione romantica della vita, è il modo di cui si parla degli Eroi.
E non sta nè in cielo nè in terra che chiunque corra contro un muro sia un Eroe.
Corso n'è convinto: VOLERE non è POTERE.
Sarebbe troppo facile. Ma non per questo Corso smette di correre e di VOLERE.
Forse per fare l'Eroe, forse per carattere, non sa nemmeno questo.
Purtroppo nè il carattere, nè il VOLERE e tantomeno il correre, gli fanno dimenticare la reàltà
Ed il giorno in cui la monarchia parlamentare di Tuvalu starà per essere sommersa dall'oceano, Corso non crede che i suoi undicimila abitanti (meno i 27 all'anno che la Nuova Zelanda ha offerto di ospitare) si riuniranno sulla spiaggia, o su quello che sarà rimasto, prendendosi per mano ed inizieranno a VOLERE che l'oceano si fermi. E di questo fatto, ora  come quel giorno, saremo noi TUTTI i responsabili.
Se Corso lo dicesse a tutti quelli che incontra, molti gli risponderebbero:
- Io non ho fatto niente! Ma tu sei pazzo!-
"Ammettere i propri errori" dovrebbe essere considerata un'Arte e finire nel novero di quelle Maggiori.
Corso lo sa, è difficile per chiunque ammettere il più piccolo errore, figuriamoci la scomparsa di nove isole... senza che magari neanche la televisione ci abbia informati in precedenza!
(Tuvalu sarà uno dei primi paesi a SUBIRE il cambiamento climatico e la cosa è assai "ironica", visto che;TUVALU)

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