giovedì 14 gennaio 2010

Cose scontate e poco interessanti

Scrivere di Corso e dell'atmosfera natalizia? Ma vi pare??!!
Sarebbe un esercizio di scrittura inutile e forse anche fastidioso.
E' appurato che Corso è un tipo tutto di un pezzo quando si parla di certe cose.
Corso si dichiara agnostico, a volte addirittura ateo. In generale ha un'avversione per qualsiasi festa "comandata". E su questo terreno ha il mio pieno sostegno.
Ma mentre io tendo ad evitare qualsiasi coinvolgimento, me ne rimango seduto da qualche parte aspettando che tutto sia passato, che le lucine si siano spente, i tavoli sparecchiati, i babbi natale tirati giù da finestre, balconi, pali ecc... Corso difficilmente riesce a trattenersi, lui parte all'attacco.
Ogni anno è la stessa storia, poco prima dell'inizio delle "festività" gli dico:
- Dai Corso, quest'anno ce ne andiamo da qualche parte... In qualche posto isolato, facciamo provviste e ritorniamo alla civiltà il 3 o il 4 gennaio. Che ne dici?-
Lui fa finta di essere distratto, poi mi guarda e puntualmente rifiuta sprezzante la mia proposta.
Dice che non gliene frega niente, che lui non scappa, che bisogna rimanere e rompere i coglioni il più possibile. Sono secoli che si sta dietro a queste "tradizioni", prima o poi "dovranno anche piantarla!"
E poi va a finire sempre nello stesso modo...
Le luci per strada, "d'artista" o meno, le piazzano sempre più presto. Prima o poi le vedremo accese per ferragosto. E così Corso inizia a fare i conti di quanta energia elettrica si stia sprecando ogni giorno. Cerca di capire di che lampadine si tratti. Poi va cercare in rete quanto consumino all'ora. Poi calcola il consumo giornaliero e ipotizza quanti giorni rimarranno accese. Fa così con qualsiasi decorazione luminosa si presenti sulla sua strada. Dopo un primo approccio più "scientifico", presto si fa strada un approccio più "pratico".
Prende una cartina della città e partendo dalla sua abitazione studia la disposizione delle "luminarie".
Segna i posti in cui ci sono telecamere di sorveglianza di banche o di uffici pubblici. Individua i punti deboli, quelli meno controllati. E poi inizia la sua personale campagna di sabotaggio.
E nessuno mi chieda come facciano a non prenderlo da anni!
Non lo so e anche se lo sapessi non lo direi nemmeno sotto tortura...
Fa un paio di telefonate, chiama a raduno gli elettricisti libertari.
I cugini Fanfula, tutti intorno ai trent'anni, tutti è quattro più o meno della stessa altezza e con la stessa corporatura, tutti con capelli e occhi castani ma ognuno con una particolare sfumatura di castano, tutti particolarmente preparati in un ambito, ognuno il suo.
Fanfula l' ing. per l'ambiente e per il territorio, Fanfula l'ing. chimico, Fanfula l'ing. informatico, Fanfula l'ing. delle telecomunicazioni.
Due di loro sono fratelli ma non ho mai capito quali, sinceramente poco importa.
Tutti e quattro affermano di essere stati derubati di alcuni loro brevetti da delle multinazionali.
Da quel giorno i "cugini ing." hanno abbracciato la causa libertaria di Corso e accorrono per qualsiasi "operazione" possa coinvolegere le loro conoscenze.
Corso e i cugini compongono gli Elettricisti Libertari con tanto di tute blu scuro e scritta rossa sulla schiena. E mi continuo a chiedere come nessuno possa mai averli notati.
Quest'anno il piano è più ardito:
oltre alle solite lucine di periferia si punta anche a qualche azione su quelle in centro città, quelle più controllate, in strade più frequentate.
Due furgoni sono pronti per le sera del 23 dicembre, gli Elettricisti hanno indossato le loro tutte.
I cugini sembrano su di giri mentre Corso racconta episodi che ha letto sulle barrichate a Parma nel '22.
A mezzanotte partono i due furgoni con i loro equipaggi, alle quattro del mattino sono già tornati vincitori con quattro sacchi pieni di lampadine.
A me tocca, come al solito, un giro per i posti dove le "luminarie" sono state prelevate dai loro siti.
C'è gente che guarda in su, vigili che si guardano in giro alla ricerca di qualche indizio, tecnici del Comune che cercano di capire cosa sia successo.
Probabilmente non si vorranno spendere altri soldi per comprarne di nuove e saranno feste leggermente meno illuminate. Devo ammettere che pur non credendo nell'efficacia dell'azione, il fatto di vedere tutte queste faccie stupite,  a tratti scandalizzate, mi diverte parecchio.
Faccio tutto il giro dei posti e poi torno per riportare ai "nostri eroi" ciò che ho visto.
Dopo una buona mezz'ora di racconto i cugini se ne vanno soddisfatti. Le lampadine verranno rivendute e poi si vedrà cosa finanziare con gli introiti.
Per informarci un po' io e Corso andiamo ad un supermercato vicino per vedere i prezzi delle lampadine. Siamo nella corsia e prendiamo appunti sui prezzi. Accanto a noi ci sono un paio di signore sui sessantanni.
- Ah, queste proprio non le prendo... Ma le ha viste?!-
- Lasci stare! Io il mese scorso cercavo quelle per il lampadario della sala... Ma non le fanno più quelle di una volta, ora ci sono solo quelle a risparmio energetico...-
- Eh... e guardi che ORRORE!!! Come si fa a pensare che io possa mettere queste "cose" in sala da pranzo? Non inviterei più nessuno per la vergogna!-
- E poi ha visto quanto costano????-
- Con sti prezzi chi le vende si sarà comprato la Ferrari!-
- E sicuramente "quelli lì" non hanno mica ste lampadine nelle loro ville....-
Ci guardiamo e ci allontaniamo lungo il corridoio e poi verso l'uscita.
Ci sono delle regole che rispettiamo da sempre, oggi ne abbiamo persa una.
Corso segna sul taccuino un promemoria:
Lasciare perdere le luminarie e occuparsi di rovinare le cene e i pranzi di Natale a quante più signore sia possible....
 

Nessun commento:

Posta un commento