-... non è difficile trovare una posizione se ti lasciano un po' di spazio. -
- Si non c'è dubbio... Ma tu mi stai dicendo che vorresti essere "protagonista" della tua vita?...
Sinceramente non capisco bene...-
- No! -
- ... -
- O forse in un certo senso sì -
- Beh, ma secondo me ognuno di noi lo è in tutti i casi e soprattutto in certi momenti. E' qualcosa di inevitabile. Pensaci... quando sei da solo non puoi che essere TU il protagonista. In quei momenti non ci sono dubbi, non c'è nessun altro che possa dimostrare che tu esisti lì e in quel momento...
non credi? -
- ... sicuramente c'è della logica in ciò che dici. Ma credo che siano proprio quelli i momenti in cui le persone, in genere, si sentano più insicure, più spaventate. Tutti temono la solitudine e tutti desiderano essere protagonisti della propria vita. Chi in modo più evidente, chi cercando qualcosa fuori che lo rappresenti. -
- Non sono d'accordo. Al massimo, a questo punto, desiderano essere "protagonisti" delle vite altrui...
E di questo ne sono convintissimo. Solo che è anche un modo per confondersi le idee, per usare male le parole e per esprimere sensazioni, sentimenti e opinioni che non sono assolutamente reali ma "funzionali". -
- Non credo tu abbia capito il mio discorso. Stai filosofeggiando o hai perso il filo? Mi hai ascoltato con attenzione? -
- Credo di sì, ma se vuoi rispiegarmi la tua sensazione... -
- Non saprei esattamente come spiegarla... Immagina che il "mondo", inteso come il luogo in cui vivi, quello fisico, quello mentale, quello virtuale, sia rappresentabile come uno spazio definito... Come un grande quadrato, o forse rende di più un cubo. Ognuno dovrebbe trovare il suo spazio in questo immenso cubo e se non lo fa o non ci riesce, la pena è quella di sentirsi uno spettatore che guarda questo cubo dall'esterno. Ogni tanto si vede apparire la propria immagine, ma come evento transitorio e poco significativo per chi nel cubo ha un suo spazio. Non si può essere semplicemente degli spettatori della propria vita e del proprio mondo è una cosa che alla lunga può essere inaccettabile!-
- A dirti la verità, sento molto più l'istinto di distruggerlo quel cubo che il desiderio di farne parte...-
- Ma ne fai comunque parte in qualche modo. E forse è proprio il fatto di non aver trovato il tuo posto che ti fa sentire quell'istinto...-
- Ne sei certo?-
- Non credo tu possa trovare argomenti abbastanza forti per poter confutare questa mia ipotesi-
- Forse no. Probabilmente hai ragione. Ma questo tuo cubo non è esattamente piacevole a vedersi. Ci sono troppi elementi che non riesco ad accettare, per cui penso che resistere, cercare in tutti i modi di non esserci inglobati, sia un atteggiamento quantomeno moralmente auspicabile... Ovviamente secondo la mia morale.-
- Se vuoi raccontarti balle da solo, fai pure. Ma anche quella che tu chiami la "tua morale", è da li che viene. E non è nemmeno detto che trovare il proprio posto significhi a tutti i costi adattarsi o cedere a chissà quali compromessi. Non credo di pensarla tanto diversamente da te in fondo. Ma ho l'impressione di essere in qualche modo respinto, di non essermi meritato il mio spazio. Non sono sicuro del perchè, del quando o del come... Non sto a distribuire colpe. So che sto qui, appollaiato su un ramo. Osservo quello che dovrebbe essere il mio mondo, ogni tanto dall'interno ma molto più spesso dall'esterno. Cerco di capire anche se i miei sforzi si riducono quasi sempre a dei completi fallimenti. Forse farei meglio a rifiutare tutto questo, a seguire il tuo esempio.. A guardarlo con rabbia e senza nessuna curiosità. Ma non credo che le nostre posizioni differiscano più di tanto. E quando sarà finito il nostro tempo, ci troveranno qui, appollaiati su un ramo. -
- Dammi una sigaretta e fammi spazio... -
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