Scappiamo da una cena di ex-datori di lavoro.
Molto simpatici ma completamente inconsapevoli di averci chiuso in una evidente categoria... quella dei FALLITI! Perchè fare figli ti cambia la vita, non sei più solo tu, non siete solo più solo voi due...
Anche se il pargolo dorme tranquillo la notte, ti assorbe energie... Ed è stato un colpo di fulmine a farvi incontrare quella mattina all'ufficio postale.
Abbiamo sorriso per un numero spropositato di ore ascoltando questi racconti, scambiandoci occhiate più che significative. Ci siamo inteneriti e nel contempo siamo stati oppressi, scacciati e schiacciati da questi discorsi condivisi da tutti. Siamo usciti spesso a fumare in momenti in cui nessuno avrebbe voluto seguirci. Corso ha tentanto di riportare tutto alla normalità, parlando di quanto fosse "borghese" tutto ciò!
Io l'ho seguito con l'ironia, scherzando su frasi sentite a metà, su cenni, su gelosie e piccole dinamiche di coppia.
Poi ci hanno "attaccato", sempre involontariamente, parlando di lavoro. Mentre i figli piccoli scorrazavano fra i tavoli. E noi di nuovo chiusi e rigidi, sorridevamo inteneriti.
LAVORO, quella cosa che ti serve per dare un senso alla vita quanto per sopravvivere alla vita.
Ormai eravamo espulsi da quel luogo. Tutti i libri letti, le idee, le notti passate a pensare... sono state espulse da quell'eccesso di NORMALITA'.... Un prodotto con cui non ci trovavamo a contatto da mesi.
Allora le sigarette sono state girate ad una velocità maggiore e fumate ancor più velocemente...
L'attesa per il caffè è diventata un'agonia. Corso pativa in maniera ancora più evidente. Si guardava intorno come qualcuno che non capisca la lingua parlata dagli altri e che tema di essere totalmente estromesso dal vivere. Io sparavo cazzate, l'ultima barricata, la difesa estrema delle nostre posizioni.
Raccoglievo munizioni e rinforzavo le difese, sicuro che l'unica soluzione fosse la fuga.
Siamo usciti dal locale a piccoli passi, poi i passi si sono fatti più veloci e concitati, fino quasi ad arrivare alla corsa. Siamo saliti sulla mia macchina, abbiamo abbassato i finestrini e acceso una sigaretta...
Tutto sembrava essere tornato alla nostra portata.
Ho messo in moto senza dire niente. Ci vuole del tempo per riprendere fiato e per riacquistare la dimensione del proprio essere.
Corso ha detto:
- Non riusciremo a fare la differenza... nonostante tutto...-
Sono d'accordo ma, anche se non capisco nè il come nè il perchè, so che c'è un senso anche nel nostro vivere.
Guido spedito ma sicuro.
C'è una festa di carnevale quasi fuori tempo massimo.
La leggerezza dell'ambiente ci coinvolge velocemente.
Beviamo cose che non abbiamo ordinato, ma che paghiamo senza batter ciglio.
Sfoderiamo tutta l'ironia e ci sentiamo Grandi!
Corso va a pisciare in mezzo a dei bidoni.
Sono due ore che siamo qui ed ha già bevuto molto più del necessario.
Mi racconta che un ragazzo ed una ragazza parlvano vicino a lui, mentre reggeva a mala pena il pene in mano, cercando di non urinarsi addosso....
- Non so perchè sto così ultimamente... forse è un fatto...- diceva lei
- Si, si... lo so... sei bellisssima- gli rispondeva lui
- E' che con lui non è ancora finita in qualche modo, nonostante sia uno stronzo... -
- Lo so... io ti amo molto di più di quanto abbia fatto lui per anni.. ma tu non te ne accorgerai mai e io presto sparirò dal tuo orizzonte... - rispondeva lui.
- Credo di aver capito... ora posso riiniziare- inisteva lei
- Lo so, è quasi ora che io scompaia dalla tua vita... vorrei solo trovare un'immagine adatta da portarmi dietro come ricordo... - borbottava lui.
Corso con il pene in mano ha ascoltato queste parole e poi è tornato a ballare, con un vodka lemon in mano che sapeva di gin e basta. Non aveva voglia di pensare.
Mi ha passato il bicchiere che gli ho restituito al volo.
Non sono mai stato bravo a bere per bere, bevo solo ciò che mi piace.
Tornando a casa abbiamo visto una luna piena quanto poco consistente.
Corso mi ha salutato svogliatamente. Ma prima che rimettessi in moto la macchina è tornato indietro.
Ho abbassato il finestrino giusto in tempo per sentire ciò che aveva da dire.
- Se morissi adesso non avrei nulla da rimproverarmi, tranne il fatto di non aver avuto il coraggio di amare...-
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