Sergio mi guarda mentre preparo la colazione.
- Non hai dormito?- mi fa
- Male, poco, il solito...-
- Certo che tu alla mattina sei un monumento alla gioia! Che cavolo sogni in quel poco che dormi?-
- Non credo di sognare o almeno non me lo ricordo -
- Male! Molto male! Io faccio dei grandi sogni o dei sogni in grande, dipende da come uno la vede... -
- Se ti devo dire la verità a me dei non sogni non me ne può fregare di meno. E il risveglio il momento peggiore... E il momento in cui ricordo chi sono, dove sono e spesso mi ricordo anche che non ho molte buone ragioni per svegliarmi. Stamattina ad esempio me lo sono chiesto. Che cazzo mi sveglio a fare? Non ho niente di preciso da fare se non il dovere si sopravvivere. Tu sei diverso da me io faccio veramente fatica a capire cosa ci faccio al mondo e ho comunque un gran bisogno di capirlo. Pena una depressione che mi porta alla deriva...-
- Solo a sentirti mi fai cadere le palle... Datti una mossa! Sveglia! Fai qualcosa! Sei paralitico? In punto di morte? Sei peggio di Corso! Quando vi prende la luna storta non sembrate più nemmeno in grado di allacciarvi le scarpe! Lui con quei suoi insensati scatti d'ira e tu con la tua cazzo di depressione. Cosa pensi? Che sia una cosa genetica? Una maledizione?-
- Pensala come vuoi... Sono rotto dentro. Sono stato concepito male. Sono inutile a me stesso e poco utile a chiunque altro. Sai cosa mi piacerebbe tanto? Che mi mettessero sotto ghiaccio, o qualcosa di simile. Se qualcuno avesse bisogno di me o avesse qualcosa da farmi fare non ci sarebbe che da scongelarmi, in caso contrario, mi lasciassero pure al fresco...-
- Mi spiace deluderti ma non credo che sia fattibile. Se questa è la tua massima aspirazione, temo rimarrà tale: un'aspirazione... Nel frattempo viviti la vita che ti è stata data e non rompere troppo i coglioni... E se è la "sconfitta" che ti aspetta, tu corrigli contro. Lo sai come la penso.-
- Nessuno intenzione di rompere un bel niente a nessuno... Non devi andare al lavoro? Questa è la colazione e quella e la porta. Finisci questa e chiudi quella quando te ne vai...-
Che Sergio abbia ragione a suo modo, mi è chiarissimo.
Anzi, avrei quasi voglia di ringraziarlo. Non tanto per quello che ha detto, ma per averlo detto...
Non sono abituato al fatto che qualcuno si preoccupi per come vivo la mia vita.
Sta di fatto che vivo in un posto dove da poco ha vinto le elezioni regionali un partito che non mi rappresenta, mi disgusta e la cosa mi ha colpito molto di più di quanto mi aspettassi e di conseguenza è ulteriormente diminuita la mia voglia di avere a che fare con la Realtà. Sta di fatto che sono così poco abituato a sentire qualcosa che quando lo sento di solito mi fa più male che bene, che ho riempito la mia esistenza di vuoti talmente grandi che ora non so più come colmarli e che anche domani mattina mi sveglierò senza una precisa ragione per farlo...
Bevo una tazza di the caldo e mangio un po' di marmellata spalmata su due avanzi di pane.
Non dovrei fumare appena sveglio ma mi sembra la cosa più naturale del mondo.
Dovrei darmi da fare, pensare a qualcosa, dare una svolta... Ma tutto quello che riesco a fare e mettermi seduto ed ascoltare il mondo che mi scorre attorno...
"Aspettavo qualcosa. Che cosa? Non lo sapevo. Però pensavo che la vita non potesse essere solo questo, vale a dire niente, la vita doveva essere qualcosa, e aspettavo che questa cosa arrivasse..." (La vendetta A.Kristof) http://it.wikipedia.org/wiki/Agota_Kristof
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