Il genere noir si differenzia dal giallo per il fatto che non ha come fine principale la risoluzione del crimine.
In molti romanzi noir la soluzione passa nettamente in secondo piano, non c'è un ritorno alla "ragione" e all'ordine, spesso non è nemmeno contemplato un happy end. Nella migliore delle ipotesi, un romanzo noir dovrebbe portare il lettore ad una riflessione sulla realtà, sui suoi lati più contraddittori.
E' altrettanto chiaro che questo accade solo in linea teorica…
Il libro che ho tra le mani risponde per buona parte a questa linea.
Passo la notte leggendo e fumando.
Credo che non ritorneranno mai di mattina.
Non è il momento giusto, troppa gente che va e viene.
Nemmeno l'ora di pranzo mi sembra congeniale, arriveranno nel pomeriggio o in serata o in piena notte.
Mi rendo conto che quest'ipotesi è tutt'altro che inattaccabile, lo stesso fatto di pensare che siano un gruppo di persone e di decidere comunque di rimanere qui ad aspettarli è chiaramente una delle più grandi stronzate che mi potessero venire in mente.
Ci rifletto mentre leggo.
Potrei giustificarla con un estremo bisogno di eroismo.
Dimostrare di poter realmente uscire dall'orizzonte di chi osserva, un impeto d'azione forse.
Leggo in maniera selettiva. Ci sono paragrafi che leggo lentamente, memorizzando parola per parola. Altri scorrono veloci come se potessi spremerne il senso. Le storie si costruiscono comunque nella mente, mentre con la mano destra giocherello con la chiave inglese.
Il primo giorno passa tranquillamente. Dormo dalle 6 alle 11 di mattina, poi scendo e mi faccio fare un po' di panini nell'alimentari.
Risalgo e riprendo in mano il libro. Verso metà pomeriggio faccio un po' di ginnastica. Mi arrischio addirittura in una serie di flessioni e alla fine mi sento più in forma.
Non ho a disposizione nessun mezzo per informarmi su cosa succede nel mondo. Se potessi, verrei a sapere che in Thailandia, un cecchino, ha fatto fuori il leader dei rivoltosi, le cosiddette maglie rosse, un ex generale dell'esercito.
E' singolare come, negli ultimi anni, la maggior parte dei movimenti popolari d'opposizione ai governi in giro per il mondo, vengano identificati con i colori. Rossi, gialli, arancioni, azzurri… Si potrebbe quasi pensare ad unico movimento globale di protesta che ha come base l'idea del "colore al potere".
C'è anche chi dice che in qualche modo questi movimenti abbiamo alle spalle sempre l'apporto della CIA o di qualche altra e meno conosciuta sigla di servizi segreti yankee più o meno deviati.
Che sia vera o meno questa ipotesi, un movimento che fa capo ad un ex generale dell'esercito, non mi da fiducia.
E non sto parlando delle intenzioni che animano le persone che ne fanno parte, ma le idee che stanno nella testa di chi li guida.
L'esperienza di Cuba, con la rivoluzione del '33, meno conosciuta di quella successiva ma comunque sanguinosa. Il sergente Batista e i suoi simpatici compari. La storia insegna che non c'è da fidarsi quando sono le "forze dell'ordine" a voler sovvertire l'ordine.
Anche il secondo giorno passa. Fotocopia del primo e di tanti altri precedenti, se escludiamo la presenza della chiave inglese.
Arrivo alla fine del libro e ne inizio un altro. Genere simile, autore diverso. E' un uomo, spagnolo di origine e messicano d'adozione, per quanto credo si consideri pienamente messicano. Spesa alla mattina. Continuo l'alimentazione a base di panini e frutta. Ginnastica a metà pomeriggio.
Dopo esser crollato, ventre a terra, alla trentesima flessione, ho pensato due cose.
La prima è che avrei dovuto iniziare mesi fa questo training, ma con il senno di poi… La seconda è che potrei cercare di contattare Sergio.
In fin dei conti anche le sue cose sono sparite, quella è anche casa sua ed è sicuramente più reperibile di Corso.
Ma è un'idea che ha atteso quasi tre giorni per affiorare, come se Sergio si fosse allontanato da mio campo visivo e dai miei orizzonti mentali.
Sicuramente se non è passato di qui, ci sarà un motivo. Se arrivasse in questo momento non saprei nemmeno come spiegare la mia decisione, il mio "piano". Credo lo troverebbe un'enorme idiozia. Forse non crederebbe nemmeno subito a tutta la storia e rischierei di essere il primo sospettato. Credo che in questo momento quest'ipotesi non mi preoccupi nè interessi. Ancora due giorni e poi potrò tornare a decisioni più oculate.
Mi viene voglia di cercare un rasoio per eliminare qualsiasi traccia di capelli dalla mia testa. Probabilmente assumerei un'aria più feroce, tipo De Niro in Taxi Driver. Potrei anche dipingermi i colori di guerra sul volto ma non ne so abbastanza e non vorrei sbagliarne l'accostamento o il tratteggio, creando così un messaggio poco credibile.
Il terzo giorno, dopo essermi rifornito al solito alimentari, inizio a pensare che forse dovrei inventarmi qualcosa alla McGyver. Iniziare a tirare fili per la casa, collegarli all'impianto elettrico. Costruire trappole degne di un trapper.
L'idea muore dopo pochi minuti. Non sono un trapper, neanche una Giovane Marmotta e sto facendo una stronzata. Per cui, cercare di sfruttare l'astuzia per vincere sul numero e la forza bruta, non rientra nelle mie possibilità.
Per aggiungere maggior "peso" alle mie decisioni, metto l'opzione numero privato al cellulare e provo a chiamare Sergio. Giusto per capire se sia reperibile.
...il cliente da lei chiamato, non è al momento raggiungibile... la preghiamo di riprovare più tardi...
Anche domani, senza nessun problema.
Tra i vestiti buttati a terra, dove prima c'era il guardaroba di Corso, trovo una alcune mutande ancora incellofanate, qualche maglietta in condizioni decenti e un paio di pantaloni non troppo spiegazzati.
Così me ne vado in bagno e mi faccio una doccia. Stronzo sì ma con un'igiene personale accettabile. Su una mensola c'è uno di quei bagnoschiuma al pino, garante di pulizia senza troppe pretese in fatto di essenze. L'acqua scorre ad una pressione accettabile e cioè mi rende quasi allegro.
Esco dalla doccia e m'infilo un asciugamano in testa per evitare di allagare il bagno e...
Vedo una luce bianca e mi sento pesante.
M'inginocchio lentamente davanti al lavandino, come se stessi cercando qualcosa che mi è caduto. Cerco di mettere a fuoco le linee fra le piastrelle. Vedo cadere due goccie di sangue.
lunedì 31 maggio 2010
sabato 1 maggio 2010
Ho costruito, solo,uccelli di carta senza temere l'acqua o il fuoco... (2)
Sicuramente è sparito il computer.
Insieme alla stampante, allo scanner e al tavolo su cui erano sistemati.
Stessa fine per quel che riguarda tutta la mobilia che stava nell'entrata/soggiorno/sala da pranzo/cucina, parte degli oggetti che contenevano sono sistemati sul pavimento.
C'è un certo ordine in quello che vedo.
Come se il lavoro fosse stato fatto con calma e con una certa premeditazione.
Entro nella stanza di Corso
Lì sono rimasti solo i libri, dove sono sempre stati.
Su una libreria di fortuna, sistemati in due scatoloni messi uno sopra l'altro.
Il letto non c'è più, gli altri mobili nemmeno.
Sulla parete dove era accostato il letto sono rimasti alcuni manifesti.
L'assenza di un paio di stampe di quadri ha lasciato i tipici aloni biancastri su un altro muro.
I dischi sono stati sistemati dentro uno scatolone aperto che sembra pronto per essere sigillato con il nastro.
Ed effettivamente vicino ad esso ci sono un rotolo di nastro ed un paio di forbici.
La scena è quella di un trasloco.
Ma Corso non è tornato, ne sono certo e un trasloco messo in opera da qualcuno che non sia il proprietario risulta comunque un furto.
Tra i libri di Corso ne trovo uno che parla della politica messicana.
Il Partido del Trabajo è nato nel 1990, dall'unione di diverse organizzazioni sociali tra cui Comité de Defensa Popular de de Chihuahua y el de Durango, il Frente Popular "Tierra y Libertad" de Monterrey, la Unión Nacional de Trabajadores Agrícolas e il Coordinadora Nacional "Plan de Ayala".
Che se uno ci pensa, facendola un po' facile, scorrendo la lista di questi nomi troviamo i "discendenti" di Pancho Villa (Durango e Chihuahua) e di Emiliano Zapata (Tierra y Libertad e il Plan de Ayala).
Cosa che mi fa fantasticare su un nutrito gruppo di dorados che cavalcano per i deserti messicani...
Ma tornando ai fatti...
Entro nella stanza di Sergio.
Anche qui i mobili sono spariti, ma a differenza delle altre stanze, ha fatto la stessa fine anche il loro contenuto. La stanza è completamente vuota.
Fanno eccezione una piccola lampada appoggiata dove prima c'era il letto, un cestino vuoto e un sacco nero pieno di riviste, opuscoli, volantini.
Forse i ladri hanno iniziato da qui e qui sono riusciti portare a termine l'opera, lasciando per una seconda visita il resto delle stanze.
Qualcosa però non quadra.
E' noto che i ladri d'appartamento puntino ad oggetti di valore e contanti, ad oggetti di piccole dimensioni o comunque facilmente trasportabili, mentre qui hanno smontato e portato via quasi tutto. Come se avessero potuto entrare in casa più di una volta.
Sergio potrebbe aver perso le chiavi.
Ma tutto questo lavoro per un guadagno così evidentemente risicato...
La crisi ha colpito anche il settore dei furti in appartamento?
Cerco di pensare, di decidere sul da farsi.
Potrei cercare di contattare Corso, chiamare le "autorità", non chiamare nessuno e far finta di niente.
Sono giorni che non riesco a decidere qualcosa seguendo il buon senso e non credo ci riuscirò nemmeno questa volta.
Esco e vado in un piccolo negozio di alimentari che sta dall'altra parte della strada. Compro una bottiglia d'acqua da un litro, una confezione grande di snack salati, una mela verde, una bottiglia di vino rosso e una confezione di caramelle alla frutta.
Rientro nella casa.
Recupero il materasso del letto di Corso, che era stato lasciato in bagno.
Lo stendo contro una parete della stanza di Sergio in modo da creare una rudimentale poltrona.
Cerco nello sgabuzzino e trovo una chiave inglese di rispettabili dimensioni.
Appoggio tutti i generi alimentari vicino all'improvvisata poltrona insieme alla chiave inglese.
Prendo il libro che parla di politica messicana, ma poi ci ripenso, lo poso e ne prendo uno che è una raccolta di quattro racconti noir di un'autrice francese.
Penso si addica di più alla situazione.
Mi accampo in attesa che succeda qualcosa.
Mi do quattro giorni, se non verrà nessuno penserò a qualcosa di più logico.
Logico...
C'è un paese in Europa che è al limite, o forse l'ha già superato, della bancarotta...
La gente, il popolo, quelli che non ce la fanno più, scendono in piazza per chiedere che la "crisi" la paghi chi l'ha creata. Nel caso in questione pare che si tratti di evasori fiscali, di quelli che fan girare mazzette, delle banche, degli avvoltoi della finanza... Il governo di questo paese chiede prestiti e supporti economici agli altri paesi dell'Europa e questi, storcendo un po' il naso, si decidono a prometterli... prometterli non darli. A volte son differenze che alla lunga contano. Intanto questo governo adotta misure "draconiane", tagliando stipendi, servizi ecc...
Tutte cose che non riguardano nemmeno da lontano i sopracitati colpevoli.
Intanto pare che in piazza ci siano solo i giovani anarchici a creare qualche problema. Ma non sono tanti e si sa, stan li solo a far casino.
Si specula sulle crisi altrui, dice qualcuno, della "pelle altrui" non se ne parla nemmeno più...
Non solo l'ormai noto Eyjafjallajok, ma tutti i vulcani dovrebbero "reagire" eruttando e coprendoci di cenere solo per l'evidente impossibilità di coprirci di merda!
Io leggo queste cose e poi mi ritrovo a dover prendere decisioni seguendo il buon senso. Non credo di esserne in grado
Per questo sto seduto su un materasso/poltrona addentando una mela, verde, leggendo un racconto noir e attendendo qualcuno con una chiave inglese di rispettabili dimensioni a fianco?
Insieme alla stampante, allo scanner e al tavolo su cui erano sistemati.
Stessa fine per quel che riguarda tutta la mobilia che stava nell'entrata/soggiorno/sala da pranzo/cucina, parte degli oggetti che contenevano sono sistemati sul pavimento.
C'è un certo ordine in quello che vedo.
Come se il lavoro fosse stato fatto con calma e con una certa premeditazione.
Entro nella stanza di Corso
Lì sono rimasti solo i libri, dove sono sempre stati.
Su una libreria di fortuna, sistemati in due scatoloni messi uno sopra l'altro.
Il letto non c'è più, gli altri mobili nemmeno.
Sulla parete dove era accostato il letto sono rimasti alcuni manifesti.
L'assenza di un paio di stampe di quadri ha lasciato i tipici aloni biancastri su un altro muro.
I dischi sono stati sistemati dentro uno scatolone aperto che sembra pronto per essere sigillato con il nastro.
Ed effettivamente vicino ad esso ci sono un rotolo di nastro ed un paio di forbici.
La scena è quella di un trasloco.
Ma Corso non è tornato, ne sono certo e un trasloco messo in opera da qualcuno che non sia il proprietario risulta comunque un furto.
Tra i libri di Corso ne trovo uno che parla della politica messicana.
Il Partido del Trabajo è nato nel 1990, dall'unione di diverse organizzazioni sociali tra cui Comité de Defensa Popular de de Chihuahua y el de Durango, il Frente Popular "Tierra y Libertad" de Monterrey, la Unión Nacional de Trabajadores Agrícolas e il Coordinadora Nacional "Plan de Ayala".
Che se uno ci pensa, facendola un po' facile, scorrendo la lista di questi nomi troviamo i "discendenti" di Pancho Villa (Durango e Chihuahua) e di Emiliano Zapata (Tierra y Libertad e il Plan de Ayala).
Cosa che mi fa fantasticare su un nutrito gruppo di dorados che cavalcano per i deserti messicani...
Ma tornando ai fatti...
Entro nella stanza di Sergio.
Anche qui i mobili sono spariti, ma a differenza delle altre stanze, ha fatto la stessa fine anche il loro contenuto. La stanza è completamente vuota.
Fanno eccezione una piccola lampada appoggiata dove prima c'era il letto, un cestino vuoto e un sacco nero pieno di riviste, opuscoli, volantini.
Forse i ladri hanno iniziato da qui e qui sono riusciti portare a termine l'opera, lasciando per una seconda visita il resto delle stanze.
Qualcosa però non quadra.
E' noto che i ladri d'appartamento puntino ad oggetti di valore e contanti, ad oggetti di piccole dimensioni o comunque facilmente trasportabili, mentre qui hanno smontato e portato via quasi tutto. Come se avessero potuto entrare in casa più di una volta.
Sergio potrebbe aver perso le chiavi.
Ma tutto questo lavoro per un guadagno così evidentemente risicato...
La crisi ha colpito anche il settore dei furti in appartamento?
Cerco di pensare, di decidere sul da farsi.
Potrei cercare di contattare Corso, chiamare le "autorità", non chiamare nessuno e far finta di niente.
Sono giorni che non riesco a decidere qualcosa seguendo il buon senso e non credo ci riuscirò nemmeno questa volta.
Esco e vado in un piccolo negozio di alimentari che sta dall'altra parte della strada. Compro una bottiglia d'acqua da un litro, una confezione grande di snack salati, una mela verde, una bottiglia di vino rosso e una confezione di caramelle alla frutta.
Rientro nella casa.
Recupero il materasso del letto di Corso, che era stato lasciato in bagno.
Lo stendo contro una parete della stanza di Sergio in modo da creare una rudimentale poltrona.
Cerco nello sgabuzzino e trovo una chiave inglese di rispettabili dimensioni.
Appoggio tutti i generi alimentari vicino all'improvvisata poltrona insieme alla chiave inglese.
Prendo il libro che parla di politica messicana, ma poi ci ripenso, lo poso e ne prendo uno che è una raccolta di quattro racconti noir di un'autrice francese.
Penso si addica di più alla situazione.
Mi accampo in attesa che succeda qualcosa.
Mi do quattro giorni, se non verrà nessuno penserò a qualcosa di più logico.
Logico...
C'è un paese in Europa che è al limite, o forse l'ha già superato, della bancarotta...
La gente, il popolo, quelli che non ce la fanno più, scendono in piazza per chiedere che la "crisi" la paghi chi l'ha creata. Nel caso in questione pare che si tratti di evasori fiscali, di quelli che fan girare mazzette, delle banche, degli avvoltoi della finanza... Il governo di questo paese chiede prestiti e supporti economici agli altri paesi dell'Europa e questi, storcendo un po' il naso, si decidono a prometterli... prometterli non darli. A volte son differenze che alla lunga contano. Intanto questo governo adotta misure "draconiane", tagliando stipendi, servizi ecc...
Tutte cose che non riguardano nemmeno da lontano i sopracitati colpevoli.
Intanto pare che in piazza ci siano solo i giovani anarchici a creare qualche problema. Ma non sono tanti e si sa, stan li solo a far casino.
Si specula sulle crisi altrui, dice qualcuno, della "pelle altrui" non se ne parla nemmeno più...
Non solo l'ormai noto Eyjafjallajok, ma tutti i vulcani dovrebbero "reagire" eruttando e coprendoci di cenere solo per l'evidente impossibilità di coprirci di merda!
Io leggo queste cose e poi mi ritrovo a dover prendere decisioni seguendo il buon senso. Non credo di esserne in grado
Per questo sto seduto su un materasso/poltrona addentando una mela, verde, leggendo un racconto noir e attendendo qualcuno con una chiave inglese di rispettabili dimensioni a fianco?
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