sabato 1 maggio 2010

Ho costruito, solo,uccelli di carta senza temere l'acqua o il fuoco... (2)

Sicuramente è sparito il computer.
Insieme alla stampante, allo scanner e al tavolo su cui erano sistemati.
Stessa fine per quel che riguarda tutta la mobilia che stava nell'entrata/soggiorno/sala da pranzo/cucina, parte degli oggetti che contenevano sono sistemati sul pavimento.
C'è un certo ordine in quello che vedo.
Come se il lavoro fosse stato fatto con calma e con una certa premeditazione.
Entro nella stanza di Corso
Lì sono rimasti solo i libri, dove sono sempre stati.
Su una libreria di fortuna, sistemati in due scatoloni messi uno sopra l'altro.
Il letto non c'è più, gli altri mobili nemmeno.
Sulla parete dove era accostato il letto sono rimasti alcuni manifesti.
L'assenza di un paio di stampe di quadri ha lasciato i tipici aloni biancastri su un altro muro.
I dischi sono stati sistemati dentro uno scatolone aperto che sembra pronto per essere sigillato con il nastro.
Ed effettivamente vicino ad esso ci sono un rotolo di nastro ed un paio di forbici.
La scena è quella di un trasloco.
Ma Corso non è tornato, ne sono certo e un trasloco messo in opera da qualcuno che non sia il proprietario risulta comunque un furto.
Tra i libri di Corso ne trovo uno che parla della politica messicana.
Il Partido del Trabajo è nato nel 1990, dall'unione di diverse organizzazioni sociali tra cui Comité de Defensa Popular de de Chihuahua y el de Durango, il Frente Popular "Tierra y Libertad" de Monterrey, la Unión Nacional de Trabajadores Agrícolas e il Coordinadora Nacional "Plan de Ayala".
Che se uno ci pensa, facendola un po' facile, scorrendo la lista di questi nomi troviamo i "discendenti" di Pancho Villa (Durango e Chihuahua) e di Emiliano Zapata (Tierra y Libertad e il Plan de Ayala).
Cosa che mi fa fantasticare su un nutrito gruppo di dorados che cavalcano per i deserti messicani...
Ma tornando ai fatti...
Entro nella stanza di Sergio.
Anche qui i mobili sono spariti, ma a differenza delle altre stanze, ha fatto la stessa fine anche il loro contenuto. La stanza è completamente vuota.
Fanno eccezione una piccola lampada appoggiata dove prima c'era il letto, un cestino vuoto e un sacco nero pieno di riviste, opuscoli, volantini.
Forse i ladri hanno iniziato da qui e qui sono riusciti portare a termine l'opera, lasciando per una seconda visita il resto delle stanze.
Qualcosa però non quadra.
E' noto che i ladri d'appartamento puntino ad oggetti di valore e contanti, ad oggetti di piccole dimensioni o comunque facilmente trasportabili, mentre qui hanno smontato e portato via quasi tutto. Come se avessero potuto entrare in casa più di una volta.
Sergio potrebbe aver perso le chiavi.
Ma tutto questo lavoro per un guadagno così evidentemente risicato...
La crisi ha colpito anche il settore dei furti in appartamento?
Cerco di pensare, di decidere sul da farsi.
Potrei cercare di contattare Corso, chiamare le "autorità", non chiamare nessuno e far finta di niente.
Sono giorni che non riesco a decidere qualcosa seguendo il buon senso e non credo ci riuscirò nemmeno questa volta.
Esco e vado in un piccolo negozio di alimentari che sta dall'altra parte della strada. Compro una bottiglia d'acqua da un litro, una confezione grande di snack salati, una mela verde, una bottiglia di vino rosso e una confezione di caramelle alla frutta.
Rientro nella casa.
Recupero il materasso del letto di Corso, che era stato lasciato in bagno.
Lo stendo contro una parete della stanza di Sergio in modo da creare una rudimentale poltrona.
Cerco nello sgabuzzino e trovo una chiave inglese di rispettabili dimensioni.
Appoggio tutti i generi alimentari vicino all'improvvisata poltrona insieme alla chiave inglese.
Prendo il libro che parla di politica messicana, ma poi ci ripenso, lo poso e ne prendo uno che è una raccolta di quattro racconti noir di un'autrice francese.
Penso si addica di più alla situazione.
Mi accampo in attesa che succeda qualcosa.
Mi do quattro giorni, se non verrà nessuno penserò a qualcosa di più logico.
Logico...
C'è un paese in Europa che è al limite, o forse l'ha già superato, della bancarotta...
La gente, il popolo, quelli che non ce la fanno più, scendono in piazza per chiedere che la "crisi" la paghi chi l'ha creata. Nel caso in questione pare che si tratti di evasori fiscali, di quelli che fan girare mazzette, delle banche, degli avvoltoi della finanza... Il governo di questo paese chiede prestiti e supporti economici agli altri paesi dell'Europa e questi, storcendo un po' il naso, si decidono a prometterli... prometterli non darli. A volte son differenze che alla lunga contano. Intanto questo governo adotta misure "draconiane", tagliando stipendi, servizi ecc...
Tutte cose che non riguardano nemmeno da lontano i sopracitati colpevoli.
Intanto pare che in piazza ci siano solo i giovani anarchici a creare qualche problema. Ma non sono tanti e si sa, stan li solo a far casino.
Si specula sulle crisi altrui, dice qualcuno, della "pelle altrui" non se ne parla nemmeno più...
Non solo l'ormai noto Eyjafjallajok, ma tutti i vulcani dovrebbero "reagire" eruttando e coprendoci di cenere solo per l'evidente impossibilità di coprirci di merda!
Io leggo queste cose e poi mi ritrovo a dover prendere decisioni seguendo il buon senso. Non credo di esserne in grado
Per questo sto seduto su un materasso/poltrona addentando una mela, verde, leggendo un racconto noir e attendendo qualcuno con una chiave inglese di rispettabili dimensioni a fianco?


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