Sante continua a parlare.
Mi racconta per l'undicesima volta il momento in cui l'ha vista.
Che non è stata la prima volta in cui la vedeva.
L'aveva incrociata in precedenza.
Amica di un'amica di amici ad una festa di conoscenti.
Ma gli era mancato il contatto vocale.
Rivolgerle la parola, guardala dritta negli occhi.
Quello pare essere stato il momento in cui è scattata la scintilla del suo interesse.
Hanno parlato per ore di un po' di tutto.
Lei non sembrava nè infastidita ma nemmeno colpita più di tanto dalla parlantina di Sante.
- Ho subito pensato fosse una ragazza intelligente! Ma non una di quelle che lo sono perchè han mandato a memoria un tot di nozioni. Ci sono una perspicacia, ma anche una semplicità ed una naturalezza nel suo modo di fare... Se non sei un'idiota non puoi che rimanerne conquistato.-
Sante si ferma all'improvviso, si volta verso di me e mi punta in faccia l'indice della mano destra.
- Ora che ci penso... Tu non sei un'idiota! Non è che poi...???!!! Forse ho fatto male a portarti con me...-
Sante è vestito come un archeologo, o come un avventuriero coloniale di inizio '900.
Indossa pantaloni e camicia di lino, dello stesso color sabbia e un paio di sandali di un marrone scuro. Faccia da marinaio bretone, capelli e pizzo di un biondo molto scuro.
Se avesse un foulard al collo e qualche altro amenicolo potrebbe anche sembrare la comparsa di un film in costume.
Questa è una delle sue normali tenute estive.
D'inverno si porta più sullo stile dandy.
Lo guardo negli occhi.
Che io non sia un'idiota è un fatto ancora tutto da dimostrare per quel che mi riguarda.
Se Sante sapesse che vado in giro con una chiave inglese nella borsa da settimane e che non riesco a farne a meno, forse non si porrebbe nessun problema di questo tipo.
- Ma no! Tu sei un tipo come si deve. Corso me l'ha ripetuto alla nausea. Andiamo!-
E riinizia a trascinarmi per le vie assolate di un fine luglio qualsiasi.
Mi sembra la stagione adatta per fidarsi di un'idiota.
Ed è una considerazione che potrebbe valere sia per lui che per me.
Finalmente arriviamo alla piazza.
Io sono sudato marcio e necessito di acqua.
Sante si piazza su una panchina e io vado in un bar a recuperare una bottiglietta.
Ne approfitto anche per chiedere un caffè.
Il barista mi chiede:
- Siete attori? Stanno girando un altro film? Hanno già scelto questa nostra piccola piazza per altri due film! Ma di solito ci facevano spostare le automobili. Ditemi se c'è bisogno, mi raccomando! Noi siam sempre a disposizione per queste cose!... Shovv mast go homme!-
E'un uomo sui cinquant'anni, basso e con pochi capelli. E' chiaramente fiero del suo bar e della piccola piazza su cui si affaccia. Non me la sento di deluderlo.
- Guardi, per ora stiamo solo facendo un sopraluogo. Ed effettivamente questo piazza ci ha colpito... Ma prima di settembre non faremo riprese. Terremo sicuramente conto della sua disponibilità...-
- Ah! Non mi sfuggono mai queste cose! E quel tizio vestito di chiaro la fuori deve essere il regista... Mi scusi eh, ma io conosco più gli attori, sa... E chi sarebbe? Quali altri film ha fatto? Così, per sapere eh...-
Mi affido alla memoria e scelgo il nome di un regista poco conosciuto e di cui ricordo anche un paio di titoli.
- Devo assolutamente vederli! Se venisse qui a prendere un caffè mi eviterei una figuraccia! Ma non la trattengo eh! Shovv mast go homme!-
E se la ride beato.
Lo ringrazio e faccio per pagare.
Lui invece mi da un'altra bottiglietta d'acqua e rifiuta i soldi.
- Ma si figuri! Quando tornerete potreste venire a mangiare qui! A pranzo facciamo un po' di cosine, le preparano mia moglie e mia figlia. Tutta roba nostra eh! Sarà un onore!-
Non mi faccio prendere dall'imbarazzo.
Ormai è andata. Magari verremo con Sante a mangiare fra qualche settimana.
Potrei inventarmi che il film è saltato. Sicuramente pagherò il conto.
Lo saluto ed esco.
Quando sto per raggiungere la panchina vedo Sante alzarsi di colpo in piedi e dirigersi verso sinistra.
Da dove sono io la via che sbuca nella piazza in quella direzione è completamente controluce. Cerco di ripararmi con una mano gli occhi per vedere qualcosa.
Vedo che si avvicina qualcuno. E' sicuramente una donna che fa footing ma non riesco a vederla in faccia.
Un minimo di curiosità mi è venuta ma non credo sarebbe una buona idea avvicinarmi, così scelgo di sedermi su una panchina più vicina ed aspettare che Sante abbia finito.
Apro la bottiglia e me ne bevo metà in un sorso, ne avevo proprio bisogno.
Istintivamente metto la mano nella borsa e tiro fuori il tabacco.
Inizio a girarmi una sigaretta guardando il pavè della piazza vicino ai miei piedi.
Magari Sante non approverà il fatto che non stia cercando di guardare la sua fanciulla nè che io non osservi le sue movenze o senta come è cambiata la sua voce.
Sinceramente ora sono sicuro di essere venuto perchè erano cinque giorni che me ne stavo chiuso in casa, leggendo e guardando film.
Avevo bisogno d'aria, di parlare con qualcuno, di fare due passi. Tutto qui.
Sono esigenze semplici di cui molto semplicemente a volte mi scordo.
Continuo a guardare il pavè vicino alla punta delle mie scarpe.
Ho la luce del sole che mi batte in faccia. Sta andando verso le montagne ma non è ancora il tramonto.
Ad un certo punto la luce se ne va.
Alzo lo sguardo e vedo che davanti a me c'è un tizio che mi fa ombra.
E' alto e piuttosto robusto. A dirla tutta è veramente grosso.
Per un attimo ho l'impressione che guardi in direzione di Sante e della ragazza.
Ma non ho una buona visuale ed essendo di spalle non lo posso dire con certezza.
Dopo pochi minuti gli si affianca un altro tizio.
Molto più basso e meno erculeo.
Indossa una camicia bianca e un paio di pantaloni che sembrano essere stati appena stirati Ha l'aria dell'impiegato o dell'agente immobiliare.
Prende il tizio grosso per un braccio e lo invita a camminare.
I raggi del sole mi colpiscono in faccia e torno a guardar per terra.
Passano altri dieci minuti in cui finisco ambedue le bottigliette d'acqua.
Ho una sete "atavica".
Vedo Sante che si dirige verso di me, la ragazza è sparita.
Sante ha una faccia raggiante.
- Hai visto? Hai sentito? ... Ne valeva o no la pena? Quel viso! Che mi colpisca un fulmine se ho mai visto qualcosa di più bello! Ma finchè non ti avvicinerai e non le parlerai non ti potrai rendere conto... No! La prossima volta te la presento! E'NECESSARIO!...-
Un fiume di parole mi travolge.
Mi appoggio allo schienale della panchina e presto tutta l'attenzione che ho a disposizione al momento, poca.
Ma lui non se ne accorge e continua a tesser lodi, a descrivere ogni minimo particolare.
La goccia di sudore che le scendeva dalla tempia sinistra quando l'ha visto e si è fermata ecc...
Tanto per far qualcosa guardo una macchina che passa sulla sinistra.
E' una vecchia citroem,una diane rossa.
Non ne vedevo una da quando facevo le elementari.
Passata la macchina vedo il tizio basso di prima.
E'appoggiato ad un lampione della piazza e sta parlando al cellulare.
Mi sembra chiaro che guardi verso di noi.
Oppure è solo un caso, come spesso capita quando uno parla al telefono all'aperto e guarda in una direzione senza motivo pensando a ciò che sta dicendo o ad altro.
Stamattina ho letto che il governo Messicano ha dato vita ad un programma chiamato "Todos Somos Juárez". Si tratta di recuperare il "tessuto sociale" di Ciudad Juárez, una città nel nord, nello stato di Chihuahua.
Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli episodi di violenza legati soprattutto al narcotraffico. Le prime misure erano state di tipo repressivo. Erano stati mandati soldati e poliziotti per ristabilire l'ordine. Ma questo tipo di approccio è fallito.
Negli anni '90 Ciudad Juárez aveva aumentato di molto il numero dei suoi abitanti, grazie ad un accordo tra Stati Uniti e Messico, gli industriali americani andavano lì a cercare manodopera per le loro fabbriche. Così la città si è ingrandita, ma senza costruire servizi adeguati all'aumento della popolazione. E nemmeno il lavoro offerto dagli yankee è risultato un affare sicuro e continuativo.
Così si sono create grandi aree popolate da emarginati e poveri.
Terreni fertili per i "cartelli" della droga che in questa parte del Messico ne gestiscono il traffico verso gli Stati Uniti.
Pare che adesso il governo abbia stanziato un bel po' di migliaia di dollari da investire in scuole, attività per i giovani, cultura e aiuti economici alla popolazione. Mai troppo tardi?
Ciudad Juárez è divisa dalla città americana di El Paso, dal Rio Grande e da un muro di cemento e poco più.
Io ricordavo la prima come una città in cui combatterono dalla stessa parte Pancho Villa e uno dei figli di Garibaldi, Giuseppe, la seconda come città "mito" dell'epopea western.
Si spara allora e si spara adesso.
Sante pare aver finito ma il suo volto non accenna a "spegnersi".
Potrebbe assomigliare al figlio di Garibaldi?
Il fatto che io non sia un'idiota... è tutto da dimostrare.
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