mercoledì 4 agosto 2010

Sante: la terza via.

- Mi pare chiaro amico mio! E' lo scontro tra Tempo e Denaro...
Ci hai mai pensato? Quelli che hanno coniato la frase "il tempo è denaro"
ce l'avevano ben chiaro in testa.
Se vuoi fare soldi hai meno tempo a disposizione per altro.
E' anche la base di tutte quelle storie sui matrimoni che falliscono tra ricconi. Lui in carriera e lei se la fa con il giardiniere e varie amenità di questo tipo.
In qualsiasi telefilm che si rispetti c'è almeno una puntata, minimo una puntata, che si basa su questo clichè.-
Sante me la spiega così la sua nuova infatuazione.
L'ha incontrata ad un reading di qualche suo conoscente.
Ci era andato senza troppa convinzione
A Sante non piacciono i reading, i brunch, gli apericena, le cene di gala, gli happening, i ricevimenti, le premiere .
Per inciso, Sante è il cugino di Corso.
Viene da un'altra città e si definisce uno "scrivente".
Dice che gli scrittori sono quelli che si guadagnano da vivere scrivendo,
lui invece scrive, a volte pubblica qualcosa, vende poco e campa facendo l'imbianchino e il decoratore.
In molti nell'ambiente letterario pensano faccia il pittore.
A lui diverte molto questo equivoco e non sa minimamente come si possa essere creato.
Sante scrive noir, racconti in cui i poliziotti son sempre stronzi quanto i malviventi ed in cui sono i sospettati a trovare il bandolo della matassa, quando lo trovano.
In caso contrario finiscono dentro a maledire l'ignoranza degli sbirri.
Ma le sue opere che vendono di più sono piccole guide su come gestire i problemi sentimentali.
Ha pubblicato titoli come Tradimento o fantasia?, 5 passi fuori dalla gelosia, Confesso la mia perversione, La noia in due,Un posto in cui vivere, L'Amore non necessario ecc...
Confesso di non aver mai avuto il coraggio di aprirne uno.
Corso mi ha spiegato che Sante è solito prendere appunti su tutti i "drammi" sentimentali che gli accadono intorno. Ne studia la nascita, lo sviluppo, le diverse soluzioni.
Gli atteggiamenti di coloro che sono coinvolti, degli amici e dei parenti.
Pare che abbia migliaia di pagine di appunti.
Quando decide un tema particolare da trattare li tira fuori, analizza le varianti, giunge a delle conclusioni plausibili e poi tira giù un centinaio di pagine.
Una piccola casa editrice specializzata in romanzi rosa glieli pubblica.
Questi piccoli manuali hanno una vendita moderata ma continua.
Sante dice che gli esseri umani non smetteranno mai di fare tre cose:
mangiare, innamorarsi e morire.
Non essendo un gran cuoco e non sentendosi adatto per il ruolo del becchino, ha deciso di sfruttare la terza via.
Lontano dall'essere un freddo sociologo, Sante si mette in gioco per primo, andandosi a cercare storie sentimentali difficili e complicate fin dal loro nascere.
Difficilmente lo si sente parlare di "amore", parola troppo abusata secondo lui.
Lui dice di "essersi infatuato", di aver sfiorato l'anima di qualcuno ed esserne rimasto attratto, di aver trovato degli occhi, delle mani, un corpo, delle espressioni rare.
Tutte storie senza speranza, in cui Sante si immerge con fretta, godendo dei momenti in cui lui vive le emozioni più forti, quelli dell'insicurezza, dell'approccio, della conoscenza e del corteggiamento.
Si lancia in assalti o in assedi sempre molto "naturali" ma anche misurati.
Avido di conoscere l'oggetto del suo desiderio ma facendo di tutto per non renderlo "oggetto" appunto.
- Scavo in queste persone, con una foga che di solito mi è sconosciuta.
Sono questi i momenti in cui mi sento vivo...-
Sante dice di collezionare momenti, i "per sempre" e le conquiste definitive sono concetti che gli sono del tutto alieni.
- Non è necessario, per quanto possa essere piacevole, possedere una persona carnalmente... -
Pare l'abbia scritto anche in uno dei suoi manuali.
A molti conoscenti sembra un farfallone, uno che salta da un fiore all'altro alla ricerca di non si sa cosa.
Corso sostiene una tesi diversa.
Qualsiasi cosa Sante faccia, ne porta e riporta le conseguenze su se stesso.
Come se ogni esperienza, ogni azione o pensiero gli lasciassero un segno, più o meno visibile, addosso.
In questo momento mi sta trascinando lungo le vie del centro.
Siamo diretti verso una piazza dove, ogni giorno alle 18.30, la sua nuova fiamma passa mentre fa footing.
- Ascolta Sante... A me non è che vada molto a genio fare la figura del guardone! Cioè, tu saresti il corteggiatore e io? Che cavolo di parte mi hai affibbiato?-
- Tu sarai il mio testimone! E' chiaro! Hai la faccia giusta e so che posso fidarmi di te.-
- Mah! Guarda che forse ti sbagli. Io non mi sento a mio agio...-
- Non devi sentirti a tuo agio! Devi sentirti in ansia! Respira l'adrenalina che sto producendo! -
Lo seguo come i mie dubbi seguono me, con la costanza dell'insicurezza.
O più semplicemente perchè non ho di meglio da fare.
Forse l'unico reale elemento che mi renda la persona adatta per essere qui in questo momento.
Lui intanto continua a parlare.
Dice che non può descrivermela finchè non l'avrò vista.
Vuole che respiri il momento, che sarà molto meglio di uno stupido film.
- Guardi troppi film! Ora ti darò un assaggio di emozioni forti e reali! Ti basterà osservare i miei movimenti, ascoltare quale tono prenderà la mia vice, cercare di percepire i battiti del mio cuore in accelerazione...
Ti farà bene! Ne sono certo!-
Ricordo altri due frasi che Sante ha scritto nei suoi libri e che ho sentito ripetere a Corso.
"Nei primi tre mesi di conoscenza sarebbe consigliabile non mandare a memoria alcuni dati riguardanti il vostro partner. Il numero di telefono, la targa dell'automobile (o di qualsiasi altro mezzo di trasporto in suo possesso), il codice fiscale e i nomi dei famigliari più stretti."
"Non c'è atto "d'amore" più alto che lasciare andare il proprio partner. La libertà è e rimarrà sempre il regalo più bello."
C'è un ragazzino di 8 anni che vive a Nortfolk in Inghilterra.
Ha iniziato a dipingere a 5 anni.
Molti lo definiscono un "mini Monet".
Lui però preferisce paragonarsi a Turner.
Credo che non vorrei mai conoscere un moccioso che dipinge e preferisce paragonarsi a Turner.
Ho la solita borsa a tracolla.
Non riesco a liberarmene.
All'interno ho una agenda, del tabacco, una penna, una macchina fotografica, un block notes e una chiave inglese. Tutto il resto è superfluo ricordarselo.
Ognuno porta con se dei ricordi di cui non si può liberare, che si paragoni a Turner, a Monet o ad una vecchia capra.

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