- Eccomi, non ti dico quanto mi possa sentire coglione a fare questa buffonata che mi hai gentilmente richiesto…- Così inizia la email di sente. In qualche modo credo di immaginarmi quanto si possa sentire "coglione", visto ne sono il fautore e il progettista. - Ti considero un amico, forse l'unico vero amico che abbia in questo momento. E non credere che stia facendo leva sui tuoi buoni sentimenti! Sia chiaro, in questo momento penso che tu sia un'enorme testa di cazzo, un esaurito della balle che mi costringe davanti ad una tastiera per scrivere delle cose che potrei benissimo dirgli di persona raggiungendolo con meno di cinque minuti di passeggiata. Ma nonostante tutto ho capito che il problema è che tu sei esaurito. Passami il termine. Non so fino a che punto, ma per i pochi minuti in cui ti ho visto, mi è parso evidente. Fossi stato un altro avrei potuto pensare che ti fossi fatto di quacosa. Ma ti conosco abbastanza bene per sapere che è un'ipotesi da scartare. Dunque te ne sei andato via di testa, per qualche ragione a me sconosciuta.Così l'altro giorno, dopo essere tornato a casa, dopo essermi calmato, ho fatto la cosa più logica che potessi fare. Ho telefonato a Corso. Ti saluta. Gli ho spiegato il mio problema. L'ho tenuto al telefono almeno quattro ore… Alla fine eravamo concordi su una cosa. Sei l'unico di cui mi possa fidare e grazie a Corso so anche come proporti la cosa.Ti offro un lavoro…-
Questa non me l'aspettavo. Ma pensandoci Corso mi conosce bene.
Se dovessi accettare non mi tirerei indietro finché non l'avessi finito.
Poi Sante va avanti con la "diagnosi" di Corso.
Riporta affermazioni, giudizi, ricordi di Corso rispetto ai miei malesseri.
Leggo cose di cui neanche mi ricordavo. Non che cambino di molto il quadro generale. In generale so cosa pensa Corso di me.Non ho assolutamente intenzione di unirmi alla scuola di pensiero "nessuno mi può giudicare". Ho sempre pensato che sia una delle più grandi stronzate che la mente abbia mai partorito. "Giudicare" ed "essere giudicati" non dovrebbero essere termini negativi. Credo sia più utile giudicare le azioni che i pensieri, ma in senso generale qualsiasi "giudizio" dovrebbe comportare del tempo, un minimo di ragionamento, un interesse. Mi spiego.
Se io faccio qualcosa e qualcuno mi chiede perché l'ho fatto, glielo spiego e a ciò segue un suo giudizio, anche se questo è negativo, è sempre il frutto del pensiero di una persona che ha impegnato parte del suo tempo ad osservare, ascoltare, pensare e poi parlare. Non mi sembra cosa da poco.Alcuni anni fa io e Corso eravamo in montagna, a casa di un'amica insieme ad altre persone. C'era una tizia che passò tutto il giorno ricordano un suo ex. Ne tesseva le lodi, fisiche, intellettive ed emotive. - Dovrebbero essercene di più di uomini così! Lui non mi ha mai giudicato.
Era carino con me, gentile. Mi stava ad ascoltare quando ne avevo bisogno. Non ricordo una sola volta in cui siamo entrati in conflitto. Eravamo sulla stessa linea di pensiero. Non c'era nemmeno bisogno che ci parlassimo, bastava uno sguardo…-. - E poi cos'è successo? Che fine ha fatto? - aveva chiesto qualcuno.
- L'amore è così… Cosa ci vuoi fare? Ad un certo punto se n'è andato con un'altra. Ma ci ha messo molto tempo a separarsi da me. E' stata quasi più dura per lui che per me! Figurati che quasi due anni dopo esserci lasciati ci siamo sentiti e poi incontrati per un po' di volte. Sembrava tornato tutto come prima. Poi lui non se l'è sentita di abbandonare la sua nuova compagna. Aveva tanti problemi ed avevano anche avuto un bambino. Io conoscevo il suo cuore gentile e l'ho lasciato andare. Ma gli ho assicurato che la mia porta sarebbe sempre stata aperta per lui… Non l'ho più trovato uno così e spesso mi manca…- - Qual era il suo film preferito?- le aveva chiesto Corso.- Sai che non me lo ricordo? Ma non era uno di quelli fissati con il cinema.- - Tifava per una squadra? Leggeva saggi o romanzi? Gli piaceva più la carne o il pesce? E qual era il suo rapporto con sua madre? Aveva dei bei ricordi di quando aveva cinque anni? - Corso le aveva continuato a fare domande a cui lei non pareva sapere rispondere. - Ma perché mi fai tutte queste domande? Me lo vuoi ritrovare? Sei un detective? Ti serve una foto?- ed era scoppiata a ridere.
- Avete scopato?- fu la sua ultima domanda - Beh certo! Siamo stati insieme per più di un anno! Non mi sono mai votata alla castità! Ma ti sembrano domande da fare?- aveva risposto lei.
- Quando vi siete rivisti, due anni dopo, avete scopato?-
- Perché dovrei risponderti? Guarda che ho capito! Tu mi stai giudicando! Tu pensi che io sia una di quelle che se la fa con quelli impegnati! Ma non mi conosci per niente! Tu non sai niente di me! Ci saremmo visti cinque o sei volte… E tu sei già li che mi punti il dito contro! Chi cazzo ti credi di essere?! -
La tizia si era fatta prendere dai nervi ed era andata avanti per un bel po'. Corso non le dava più retta. Dopo un paio di giorni la cosa fu dimenticata. Lei disse ad altri di non portare alcun rancore. Che le davano solo fastidio le persone che si permettevano di giudicare. Corso, informato, non dimostrò alcun interesse. Personalmente ero d'accordo con Corso, o almeno credevo di esserlo. Oggi nessuno vuole essere giudicato. Non lo vuole chi occupa le posizioni di potere, di qualsiasi potere si parli, non lo voglio i gruppi né i singoli. Ed a ciò si accompagna un certo "permissivismo" nel giudicarsi. C'è la tendenza a vedersi sempre un po' meglio di quello che sì è. L'autocritica è morta, seppellita da diritti incontestabili e condivisi. Si potrebbe essere accusati di violare la legge sulla privacy perché si assiste ad un omicidio? Non riesco a seguire un pensiero per più di dieci minuti. Ho pensato a tutto questo lasciando lì la e-mail di Sante.
- Il tuo lavoro sarà ritrovare Lucia. Perché è quasi una settimana che non la vedo e non riesco a mettermici in contatto… Non posso credere che sia stata una sua iniziativa quella di sparire. Se voleva lasciarmi me l'avrebbe detto in faccia. In fondo non ci vediamo da molto, per quanto io ammetta di essere coinvolto come mai lo sono stato… E comunque non ha senso perché tutto stava andando benissimo. Tu non hai idea!- Nonostante la forma scritta, qui Sante si era fatto prendere la mano. Mi racconta di sguardi, situazioni, parole, baci e carezze. Mi sembra di leggere un romanzo rosa che a tratti prenda una vena più erotica La e-mail è molto lunga. All'inizio non ci avevo fatto caso… Ma per giudicare dovrò arrivare fino in fondo…
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