domenica 9 gennaio 2011

Nell'ipotesi di aver fatto prima di aver pensato Part III




La pioggia diminuisce lievemente e subito aumenta il numero di macchine che seguono la sua stessa direzione. E' evidente che non sia finita, è solo un breve intervallo, ma tutti cercano di approfittarne per raggiungere le loro rispettive mete. Avverte la fretta che anima le persone nei mezzi che lo superano. La chiarezza dei loro intenti e la loro gara contro il tempo.
Questa mattina era stato svegliato dal cellulare che squillava.
- Ci sarebbe un lavoretto da fare, se sei disponibile...-
Questo gli aveva detto la voce di un conoscente. La sua disponibilità non era in discussione. Chi parlava dall'altro capo del telefono sapeva benissimo che non avrebbe avuto di meglio da fare e che non avrebbe nemmeno discusso troppo sul compenso.
- Ci sono, di che si tratta?-
- Dovresti passare da me tra un paio di ore. Ti faccio trovare una macchina pronta.
Si tratta della consegna di un baule, un viaggetto di un centinaio di chilometri. Te la cavi in mezza giornata...-
- Ok, nessun problema. Quanto ci tiro su?-
- Quaranta euro, tutto spesato-
- Cioè mi dai la macchina e paghi la benzina e l'autostrada?-
- Certo! Di più non ti posso dare, perchè a quel punto mi conviene chiamare un corriere.-
- Se facciamo cinquanta e non ne parliamo più?-
- Rimaniamo a quaranta e vedrai che in settimana ti trovo qualcosaltro.-
Era una frase che aveva già sentito diverse volte e a cui sapeva dare il giusto peso.
Ma era anche vero che una giornata passata in casa non avrebbe portato nelle sue tasche nemmeno quei quaranta euro.
-Ok, ci vediamo tra un paio di ore.-
Conclusa la telefonata aveva messo sul fuoco la caffettiera.
I vestiti erano sulla poltrona, nella stessa posizione in cui li aveva buttati la notte precedente. Si era ripromesso di non fumare più appena sveglio e così aveva evitato la scrivania dove stava il tabacco.
Dopo il caffè si era infilato sotto la doccia e ci era rimasto per una quindicina di minuti. Poi una piccola rassettata alla barba, giusto per perdere ancora un po' di tempo. Mezz'ora dopo aver aperto gli occhi si poteva concedere la prima sigaretta della giornata. Ci vuole disciplina anche nei vizi.
Era arrivato in perfetto orario.
Lo aspettava il socio di quello che gli aveva telefonato.
Aveva scoperto che la consegna doveva avvenire nel pomeriggio, preferibilmente tardo pomeriggio. Non c'era quindi nessuna ragione per partire così presto e la sua puntualità era del tutto inutile. Non aveva detto niente.
La macchina era una station wagon non troppo nuova, grigio metallizzata.
Aveva dato un'occhiata ai pneumatici per sicurezza. Nel bagagliaio giaceva un baule di rispettabili dimensioni, in legno. Non sembrava un oggetto d'antiquariato o di valore. Ma non se ne intendeva abbastanza per poterlo dire con sicurezza.
Il baule emanava un forte odore di trementina, come se avessero finito da poco di restaurarlo. Non aveva la minima idea di cosa contenesse. Non l'aveva chiesto e nessuno gliel'aveva detto e per una volta nella vita la sua curiosità era molto lontana dal volerlo sapere.
Era tornato a casa ed aveva pranzato. Poco dopo era partito per la consegna.
Dall'ultima occhiata ai cartelli stradali, dovrebbero mancare meno di dieci chilometri all'uscita. Intanto la pioggia ha ripreso forza. Il primo pensiero della mattina era stato che gli sarebbe piaciuto sapere che qualcuno, appena aperti gli occhi, avesse pensato a lui. Magari non per il trasporto di un baule.

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