giovedì 11 marzo 2010

quando la Fretta prese una curva dritta...

- Ti ricordi?-
Mi chiede Corso, mentre siamo seduti su un muretto in un posto che non ci potrebbe dire di meno.
- Mi ricordo sì... - penso io.
E' che non ne avrei un granchè voglia.
Ricordo però alla perfezione la sigaretta che, buttata dal finestrino, avevo visto rimbalzare sull'asfalto dallo specchietto retrovisore.
Era una di quelle notti...
E' un po' banale descriverla così, fa molto romanzo noir e già qualcuno s'immaginerà la figura di un uomo in impermeabile, col cappello piazzato di sbieco sulla testa e intorno la nebbia.
Ma vi assicuro che non c'era nebbia, forse aveva nevicato da poco ma la neve non aveva "attaccato".
Non c'era nemmeno traccia di impermeabili.
Nelle orecchie suonava una canzone...
"... non basta un'imboscata a bloccare il mio passaggio..."
Un ritmo sostenuto che non stava nemmeno lontanamente dietro alla mia "fretta"...
Corso a molti chilometri da dove mi trovavo, viveva una situazione simile ma per altri motivi e correndo in tutt'altra direzione...
La "fretta" signori!
Non quella dei vostri affari, degli appuntamenti, delle scadenze.
E nemmeno quella che vi nasce improvvisa quando siete in coda e il tempo vi sembra passare troppo in fretta o troppo poco.
La nostra "fretta".
Quella che danno solo certe emozioni, quella che accompagna certe necessità, alcuni momenti.
Quella che rimane sempre uguale ma salta fuori per i motivi più diversi.
"...su le mani adesso nel cielo stellato, su la notte amica per ciò che non è stato... su la vita sono ben
 preparato... puntare all'obbiettivo e quasi come essere vivo..."    
La canzone continuava così...
Senza mai coincidere con la mia, con la nostra "fretta".
La "fretta" dell'Adesso... 
Perchè se non sarà ora, avrà sicuramente un altro significato e non sarà sufficiente.
La sicurezza di avere tutte le frasi e le risposte in testa, pronte ad uscire dritte e invincibili.
La "fretta" dell'ennesima scossa, del motivo per cui vivere. Per quanto poi ci sarebbe parso vuoto ed insensato pochi giorni dopo.
Le sicurezze, quelle più ricercate, le avevamo lasciate tutte su una tavola imbandita e si erano presentati in tanti, smaniosi di appropriarsene e servirsene.
- La fai sempre troppo lunga, troppo complicata- mi dice Corso.
- Hai ragione. Ma sei tu che mi hai chiesto di ricordare e la mia memoria prende sempre delle strade 
  leggermente tortuose.-
- Io la butterei giù più semplice. Due coglioni correvano nella notte, spinti da una forza e da una 
  volontà probabilmente fuori luogo. A forza di correre dietro alla loro cazzo di "fretta", o come cavolo 
  vuoi chiamarla... Presero una bella curva dritta. E poi ci arriva anche un imbecille a capire che fine 
  abbiamo fatto! Una bella facciata contro qualcosa di duro. Una gran quantità di danni e l'ennesima 
  figura da coglioni... La tua memoria può gradire questo mio "umile" riassunto? -
- Nulla da eccepire sul riassunto... Ma non ti andrebbe, per una volta, di riuscire a descrivere quella
  "fretta"? Non ci sono riuscito io e tu l'hai solo citata. In fondo lo schianto finale ne è solo la diretta 
  conseguenza...-     
- Ed è qui che il sottoscritto si allontana da te! Col cazzo che nè è stata la diretta conseguenza! 
  Tu continui a parlarne come se fosse una "colpa" e io non sono assolutamente d'accordo!
  Dovrei sentirmi in colpa per quei pochi momenti in cui mi sento vivo? In cui punto dritto 
  all'obbiettivo? E scusa la citazione... Ma stai scherzando? Eravamo disposti a prenderci le nostre
  responsabilità e i pugni ed i calci del caso... E li abbiamo presi. 
  Ne abbiamo tratto qualche utile lezione? Non ne ho la più pallida idea... 
  Ma io non mi sentirò mai in colpa per aver seguito quella "fretta"! -
- Ci siamo illusi che qualcuno ci avrebbe seguito, che ci sarebbe stato qualcuno a dare delle 
  risposte o anche solo a darci quel pugno in faccia. Abbiamo "peccato" di presunzione.
  Ci siamo sentiti importanti, forse anche indispensabili. E' stato un peccato... l'ennesimo. -
- Vedila così se vuoi, non voglio convincerti di niente... non ne vedo il motivo...
  Io ho pagato quel che c'era da pagare e me ne sbatto di qualsiasi considerazione a posteriori... -
- Io invece mi pongo ancora delle domande... -
Quella notte avevo guardato a lungo il puntino rosso della sigaretta che si era fermata sull'asfalto.
Con lo sguardo fisso sullo specchietto retrovisore, non mi ero accorto di quello che avevo davanti.
Ed è così che la mia "fretta" e, poco prima o poco dopo, quella di Corso, erano andate a schiantarsi 
contro un ostacolo. Qualcosa che non possiamo dire che fosse totalmente inaspettato.
Ce n'eravamo scordati per un breve momento e lei ne aveva approfittato.... l'Indifferenza.










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