Se volessi raccontare, o ancora peggio, scrivere una storia...
Non sarebbe da me, mi sento più a mio agio nel leggere le storie degli altri.
Ma mettiamo il caso che volessi farlo...
Cosa dovrei raccontare?
Dovrei parlare di qualcosa che conosco bene, un argomento che possa padroneggiare?
O più semplicemente dare libero sfogo alla fantasia per poi riordinarla in parole comprensibili?
Credo che sceglierei la prima opzione, più che altro per poter offrire un racconto con un inizio ed una fine.
Rimane il dubbio su cosa io conosca veramente bene e possa padroneggiare...
Poco a pensarci bene.
A tratti credo di intuire o prevedere alcune mosse della natura umana, ma sicuramente non riesco a padroneggiarla.
Tutti gli argomenti e le storie che mi vengono in mente sono evidentemente troppo contorti e poco padroneggiabili...
E allora potrei parlarvi di un uomo che avanza alla guida della sua Bmw, con a fianco una bionda ben vestita e che copre buona parte del viso con un enorme paio di occhiali da sole... La macchina è più alta delle altre che la circondano nel traffico e i due guardano all'esterno con poco interesse...
Lo stesso poco interesse che provo io nel raccontare questa storia.
Per cui la cambio. Scelgo un'altra via.
Squilla il telefono. E'Tizio. Uno di quelli che in rubrica non ha un nome ma un soprannome che dovrebbe ricordarmi chi è o dove e come l'ho conosciuto, o cosa fa nella vita. Sapete che la parola "galloping" in inglese vuol dire proprio "galoppante"? E non vi sembra strano questo scambio di doppie fra la parola in italiano e quella in inglese?
Dopo i consueti convenevoli Tizio mi dice:
- Mi è capitato tra le mani un computer da mettere in sesto. Sistema operativo da aggiornare. Prima di farlo ho backuppato dei dati che avevano lasciato sull'hard disk... So che non è molto professionale, ma gli ho dato un occhiata... Curiosità.-
- Ah... -
- Si lo so, ti stai chiedendo perchè te lo dico...-
- In effetti. -
- Beh c'erano solo documenti, scritti e cose così. Ne ho aperti un paio e ho subito capito che erano tuoi o di Corso. Ti ricordi che mi avevate fatto leggere quelle bozze di progetti? Erano proprio quelli! Così ho subito chiamato l'amica che mi aveva lasciato il computer e le ho chiesto dove l'avesse preso.-
- ... -
- Dice che gliel'ha venduto un tizio a un buon prezzo, cinque giorni fa. Le ho chiesto se lo conosceva e lei mi ha detto che aveva letto l'annuncio in rete. Le ho chiesto come si chiamasse, non era Corso, non eri tu... Insomma, non è il tuo computer, nè sono sicuro. Quello di Corso non so. Se non è nemmeno suo, qualcuno vi ha fregato i file dei vostri progetti... O almeno questo è quello che mi è venuto in mente.-
Gli chiedo che tipo di computer sia.
Stesso modello di quello di Corso. Gliel'ho venduto io poco dopo esserci conosciuti.
Tolti i file delle bozze dei nostri progetti pare non ci sia altro.
Gli dico di tenere lì il computer ancora un paio di giorni.
Corso è ancora in viaggio, non so dove, ma so che non è tornato.
Sergio, per quel che ne so, è ancora alla ricerca della Fine con "quella".
Mi viene in mente che qualcuno possa essere entrato in casa loro.
Corso dice che ci sono sempre tredici angeli neri che stanno di guarda intorno al suo letto. Mai capito cosa voglia dire con questo, ma il suo computer sta ad una certa distanza dal letto. I tredici angeli potrebbero non essersene accorti della sparizione.
Prendo il doppione delle chiavi che mi ha lasciato Corso e in un paio di minuti sono davanti alla porta della casa.
A vederla così non sembra essere stata forzata, ma effettivamente ci sono le finestre, il balcone. E non è nemmeno da sottovalutare il lavoro fatto da una mano particolarmente abile.
Esito senza una precisa ragione.
Per la prima volta noto che c'è una scritta intagliata nello scorrimano delle scale
"Dio benedica i nostri caduti"
Non so perchè, ma mi viene in mente che ho letto da qualche parte che il Partido del Trabajo messicano, ha annunciato che non si presenterà alleato con il PRI e il PAN alle prossime elezioni... Per quel che ne so, potrebbe essere anche una buona notizia per un messicano. Non quanto un'ipotetica resurrezione di Flores Magon con ottantotto anni di ritardo, ma bisogna accontentarsi.
Mi decido ad entrare.
La chiave gira facilmente e la porta si apre.
Ad un primo sguardo, risulta evidente che manchino parecchie cose.
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